I film visti dai cattivi

Jeanine Matthews, la regina degli Eruditi

Questo film si intitola Divergent perché si riferisce al pericolo costituito da quegli spettatori che potrebbero pensare da soli, i divergenti. Per evitare questo gli sceneggiatori hanno posto nella trama e nelle scene, un percorso di elementi necessari ad evitare questo crimine e indirizzare il pubblico vero una e una sola posizione che prevede solo tinte bianche o nere.
Ma qui su cinEnemy ci occupiamo dei cattivi e in questo caso vedremo come ha vissuto e sofferto il gruppo chiamato gli Eruditi.

Dopo una catastrofe che ha distrutto il pianeta, i superstiti vivono tutti a Chicago e sono divisi in fazioni perché sostengono tutti in coro senza mai spiegarne la ragione, che chiudersi in rigide fazioni senza sfumature, favorisce la pace.
Si sono stabiliti a Chicago perché lì una sartoria specializzata procura a tutti vestiti dai colori in tinta con la propria fazione, così la loro separazione appare ben evidente e maggiormente disumanizzante. In questo modo si indispone lo spettatore verso quella società e lo si prepara a creare le giustificazioni emotive necessarie a sostenere la causa di chi ha una spinta all’individualismo. Esiste anche una fazione di esclusi detti appunti gli Esclusi, la cui pezzentaggine e triste destino di vita senza sarto, ci rende subito bene l’idea che non siamo di fronte a una società perfetta ma a un sistema che crea ingiustizie. Anche i divergenti non hanno accesso alla sartoria e sono tenuti a utilizzare gli abiti della fazione presso cui si nascondono.

Va detto che il titolo negativo attribuito a chi ha una personalità più completa ed aperta verso il mondo, i divergenti appunto, spinge lo spettatore a simpatizzare con loro e a cosiderare questa società poco degna di stima.
Insomma le premesse ci sono tutte per manipolare i giudizi, gli spettatori sono stati ben avvisati da molti segnali in merito a chi sia corretto sostenere e chi no. E’ una forma di plagio questa che subisce lo spettatore, quasi che non si voglia che gli spettatori commettano il delitto di pensare da soli (divergenti!) guardando il film e giudicando le azioni da soli.

Elenchiamo qui tutte le fazioni per quelli troppo pigri per usare Wikipedia: i Candidi, i Pacifici, gli Eruditi, gli Abneganti, gli Intrepidi, gli Esclusi, i Divergenti, i Sarti, i Manipolati (chi guarda il film) e quelli oltre la barricata detti anche i Ferrovieri visto che evidentemente sono gli unici che si occupano del treno.

In questa società di superstiti, un gruppo di preti ha preso il controllo politico e spadroneggia su tutte le altre fazioni, sostenendo che la propria è la più elevata moralmente e quindi la più adatta al comando.
Questi preti si fanno chiamare Abneganti, parola che indica una falsa attitudine alla pace e al sacrificio. In realtà sono lupi travestiti da agnelli. La fazione degli Euriditi, composta dai più intelligenti e studiosi, persone brillanti e indispensabili per dare all’umanità un futuro, è una fazione relegata a compiti di servizio e devono rispondere a tutti i capricci degli Abneganti: “ehi erudito, vieni a produrmi balsamo per i capelli” gli può dire un abnegate qualunque quando vede che le sue scorte da bagno sono scarse. “Ehi erudito, calcolami la radice di 3 che sono troppo pigro e cerebloleso per farlo da solo”, “ehi erudito, studia più chimica che la cipolla di recente fa schifo senza fertilizzanti” “ehi erudito, riparami la tv”, “ehi erudito, tirami il dito” gli dicono.
Ogni povero erudito, dalla vivace intelligenza, è ridotto a un mero operatore tecnico senza libertà nè stimolo alla ricerca creativa, deve solo eseguire ordini di persone ipocrite e meno intelligenti di lui.
Che futuro può avere un mondo così?

In questo scenario deprimente si svolge la storia di una triste ragazza dal nome ridicolo, Beatrice Prior, un essere squallido gretto e meschino, infatti è una abnegante, fa parte della feccia del pianeta. E lo sa. Quando per lei giunge il momento di scegliere la propria fazione, dopo un test attitudinale che le da il risultato di divergente, cosa che promette problemi, fa l’unica cosa giusta di tutto il film: lascia la sua orribile famiglia di falsi e perversi Abneganti per dedicarsi allo sport e alla lotta, si unisce agli Intrepidi. Suo fratello, vero eroe del film, si unisce invece agli Eruditi, una scelta che mostra bene come si possa passare dalle stalle alle stelle.

Jeanine Matthews, la regina degli Eruditi, bella, elegante, nobile, altera, colta, saggia, superba, sexy, ricca, tenace, accoglie con sincera gioia le scelte dei due Abneganti “Come lo sterco, nauseante e fetido, può dar vita a una pianta rigogliosa e carica di frutti saporiti” scrive ne suo diario “allo stesso modo in una famiglia di Abneganti può nascere un essere umano”. E’ poesia pura, e colta da profonda emozione, quella notte fa sesso con particolare piacere provando sensazioni che non ricordava da molti anni, ai tempi in cui era giovane e viaggiava per mare.

Il saggio fratello viene messo ingiustamente in secondo piano mentre seguiamo le le vicende che riguardano l’iniziazione di Beatrice presso gli Intrepidi, dove tutti sono stupidi ed ottusi come in una caserma abitata da boy scout psicopatici che pensano solo ai punteggi di giochi cretini. Sembrano un branco di idioti in allevamento, utili per essere manipolati, come in effetti avverrà, tutti salvo il bravo giovane di cui Beatrice si innamorerà che deve fare eccezione sennò non va bene come partner della protagonista.

Lo spunto del test attitudinale dal risultato anomalo viene ripreso nel corso degli allenamenti. Dopo le prove fisiche profondamente ridicole, come sopravvivere alla mensa, alzarsi presto, giocare a softair, Beatrice deve affrontare dei test psicologici che riguardano la risoluzione di problemi. Un test scritto non sarebbe stato visivamente interessante per chi paga il biglietto per cui assistiamo ad allucinazioni indotte e controllate con scene drammatiche e di azione.

In tutti i test Beatrice si distingue come divergente, cioè adotta soluzioni creative che conquistano il pubblico per la loro portata onirica, ma scontentano l’esaminatore che si aspetta soluzioni violente in linea con l’ottusità degli Intrepidi. Pensare diversamente è considerato male nella Chicago post apocalittica, ma la cosa più incredibile è che i divergenti siano considerati pericolosi dagli Eruditi che più di tutti beneficerebbero dall’apporto di menti creative. Ma anche nelle altre fazioni le cose non vanno meglio per i divergenti, gli Intrepidi si sbarazzano di loro e perfino presso gli Abneganti, con i genitori, Beatrice tace il fatto di essere risultata una divergente ai test, per cui attribuire tanto disprezzo per l’individualità ai soli Eruditi è una profonda ingiustizia ed è volta solo a privare gli Eruditi della profonda stima che invece meritano. In realtà il pericolo rappresentato dai divergenti per gli Eruditi consiste nella loro immunità al siero di controllo che gli Eruditi hanno sviluppato. Gli Eruditi hanno quindi almeno una ragione valida e tattica per temerli, le altre fazioni no, sono solo una manica di inquadrati. Ecco perché gli Eruditi sono i migliori.

Per la più grande fortuna sul pianeta dopo la scoperta del fuoco e degli antibiotici nella muffa, l’esaminatore è il bravo giovane citato in precedenza, è anch’egli un divergente che finge di essere un Intrepido, è un bellissimo ragazzo muscoloso, è una persona dal cuore nobile con ferite e sofferenze che lo rendono maturo, altruista e sensibile, è il capo di Beatrice ed è il figlio del capo degli Abneganti, quindi non uno qualunque, ma un capo figlio di capo, è tanto nobile che non ha voluto fare carriera tra gli intrepidi – anche se avrebbe potuto ovviamente! – dato che è pure sveglissimo è ha capito che i i dirigenti sono corrotti, e probabilmente è pure ricco e sessualmente dotato. Questo zampone di coniglio ambulante si fa chiamare Quattro come le foglie del quadrifoglio portafortuna. Quattro non solo copre Beatrice falsando i risultati dei suoi test, ma le insegna pure ad adottare soluzioni conformi con il comportamento degli Intrepidi.
I giorni di allenamento proseguono presso gli Intrepidi. Dato che Beatrice è una delle poche persone normali in un branco di stupidi, solo lei si accorge che Intrepidi ed Eruditi stanno organizzando qualcosa di losco, e lei sta per rimanerne coinvolta.
Per essere certi che anche il pubblico lo comprenda e sempre allo scopo di manipolare il pubblico e spostare le simpatie sui divergenti ed Abneganti ed allontanarle dai poveri Eruditi, assistiamo a spiacevoli episodio di propaganda anti Eruditi.

1) Proprio quando gli Intrepidi stanno facendo loschi lavori di fatica sotto la supervisione di Eruditi, quindi già una cosa sospetta così com’è la madre di Beatrice va a trovare la figlia e la mette in guardia da un pericolo, senza dire spertamente quale, i rozzi Intrepidi, cani da guardia, sono d’ostacolo all’incontro, ma la madre poteva anche spicciarsi a parlare.

2) Beatrice va a trovare il saggio fratello ma lo troviamo indisposto a sentire alcuna critica sugli Eruditi, viene dipinto come un ottuso incapace di ragionare da solo e come un povero demente a cui hanno fatto il lavaggio del cervello nel giro di qualche giorno. Il messaggio negativo e completamente ingiusto che ne ricaviamo è che gli Eruditi siano criminali pericolosamente bravi a plagiare tanto da mettere i familiari l’uno contro l’altro.

3) Beatrice rammaricata per l’incontro (chi non lo sarebbe? Un brillante ragazzo presentato come una marionetta solo per denigrare gli Eruditi), mentre torna alla sua caserma viene aggedita e sta per essere violentata e uccisa da alcuni spiacevoli perdenti. Perdenti non in quanto in fondo alla classifica nei punteggi, come viene mostrato nel film, né perché, vigliacchi, aggediscono una ragazza, ma perdenti perché trascorrono quei momenti ad occuparsi di una che era abnegante, cioè feccia, e per giunta di Beatrice, il penultimo gradino tra le forme di vita prima del virus ebola, invece di fare cose più elevate, come fissare un muro sbavando o ingoiare monete.
Quattro, il ragazzo fortuna, viene teletrasportato dagli sceneggiatori sul luogo dell’aggressione e salva Beatrice. Ne segue una scena di sesso di ringraziamento tra Beatrice Quattro, perché quando vieni aggredita e rischi stupro e morte, ti viene subito voglia di andare a letto con chi ti aiuta.

Beatrice passa il test finale degli Intrepidi, dove prevedibili colpi di scena consistenti in finti risvegli sono in realtà parte della prova. Ovviamente ad aiutarla prima e durante l’esame c’è Quattro, mentre tutti gli altri sfigati se devono cavare da soli.

La situazione precipita rapidamente. Gli Eruditi, stanchi di essere messi in secondo piano da squallidi ipocriti Abneganti, usano la loro intelligenza per la cosa più eclatante di tutto il film, la trovata fantascientifica che rivoluziona la vicenda, cento volte più dell’ambientazione post apocalittica o della società divisa in fazioni. Gli Eruditi infatti hanno sviluppato una tecnologia per il controllo mentale! Con la complicità dei vertici degli Intrepidi, somministrano un siero a tutta la truppa e prendono il controllo della loro volontà, comandandoli a distanza. Straordinario! Che geni questi Eruditi. Tuttavia Beatrice e Quattro risultano immuni, evidentemente l’individualismo e una personalità sana e non inquadrabile in semplici schemi è un potente antidoto ai farmaci, ovvio e ragionevole se siete venusiani con il cervello ammorbato da ammoniaca e cloro.

Gli euditi quindi, geni scientifici senza pari sul pianeta, vengono nuovamente dipinti come poco furbi: sono capaci di controllare a distanza le persone ma non sanno comprendere la biochimica del cervello abbastanza da individuare le eccezioni e le resistenze, possibile che abbiano studiato tanto e non abbiano pensato a come evidenziare persone poco ricettive? Fatto sta che i due divergenti, Beatrice e Quattro comprendono rapidamente il pericolo in cui si trovano per cui fanno finta di comportarsi da manichini come gli altri e si aggeregano alla forza armata controllata dagli Eruditi. E’ in questo momento che assistiamo alla scena più stupida di tutto il film. Uno degli Intrepidi, evidentemente resistente al siero, gira in mezzo ai compagni cercando di parlare con loro, mentre essi restano muti e palesemente catatonici, tanto è evidente il loro stato anomalo che Beatrice se ne accorge nel giro di pochi istanti dopo essersi svegliata. Casualmente Beatrice è proprio lì quando il tipo appare, così possiamo vedere la scena, che caso. E’ evidentemente che questo intrepido resistente al siero è un divergente immune al controllo, ma non immune alla stupidità e non ha compreso cosa stia accadendo. E’ stato tanto furbo da nascondersi in mezzo agli Intrepidi senza farsi mai scoprire, è stato tanto furbo da passare tutti i test che Beatrice ha superato solo con l’aiuto di Quattro, eppure è il più idiota di tutto il film perché non riesce a capire, in una situazione anomala come quella, che deve ancora una volta comportarsi come ha fatto per anni, fare come gli altri per non farsi notare. E invece di adattarsi rapidamente alla situazione e conformarsi, come farebbe un divergente, sbraita e saltella, per farsi ammazzare. E infatti gli sparano senza esitazione. Lo chiameremo Scempio, l’Esempio, perché la sua funzione scenica è solo quella di fare da esempio per il pubblico, per essere certi che capisca che ora Beatrice è in una situazione difficile e mortale. Ricordiamoci che per gli sceneggiatori di questo film lo spettatore non deve avere pensieri divergenti e non deve concludere da solo chi siano i buoni e chi i cattivi o se siamo in un momento drammatico o divertente.
Inoltre emerge un altro fatto, dato che in questo film gli autori ci danno a intendere che i Devianti si nascondono nelle varie fazioni, è strano che gli Eruditi non abbiano sviluppato un sistema, utilizzino il loro metodo di controllo, per scovare fuori i Devianti, una prova, un test, una procedura. Ma come detto, qui si devia e deviare non va bene.

Gli Intrepidi vengono portati dagli Abneganti per catturarli ed ucciderli. Nobile azione e condotta con superba maestria e coordinamento, peccato che Beatrice debba rovinare tutto. Goffamente si fa scoprire e sta finalmente per essere eliminata dal film quando interviene sua madre a salvarla, teletrasportata anche lei esattamente al posto giusto ed al momento giusto dal dio sceneggiatore. La madre, stagionata ma con ottima mira, con le armi in pugno si allontana con Beatrice e le rivela di essere stata un’intrepida. Questo serve solo per giustificare il suo successo nel salvataggio, ma una madre non di origine intrepida sarebbe stata più eroica e più plausibile come figura, dato che già troppi casi fortunati circondano le vicende di Beatrice.
Dopo uno scontro a fuoco brevissimo perché il film deve prosegurie, la madre ci fa il favore di morire, dato che non è più funzionale alla trama e per gli autori sta meglio nel ruolo di ricordo tragico che come forza in campo.
Beatrice fugge e raggiunge un rifugio di Abnegati dove trova il padre e il fratello che ha lasciato gli Eruditi. E’ un vile tradimento ma per lo meno è comprensibile che non si trovi a proprio agio tra persone che vogliono sterminare la sua famiglia.
Beatrice e gli Abneganti decidono di fermare la strage andando al centro di controllo degli Eruditi. Nell’occasione anche il padre muore e pure altri Abneganti ma dato che si tratta del padre della protagonista, esattamente come accaduto per la madre, ci viene mostrato che muore durante un atto di coraggio che fa da svolta per la vicenda e non per un colpo di sfortuna. Che forza questa sceneggiatura!

Gli Abneganti stanno per avere la meglio quando gli Eruditi mettono in campo non decine di soldati armati ma un solo patetico uomo manipolato e disarmato. Si tratta di Quattro che, senza alcuna spiegazione plausibile, è diventato un divergente tanto sensibile al siero che ora non esita ad aggredire Beatrice per ucciderla.
Beatrice però ha il superpotere dell’amore e si sa che nei film chi ha questo superpotere vince sempre, non importa cosa accada. Quattro, che non si ricorda di esserci già andato a letto, vince il controllo mentale quando Beatrice gli fa una faccia porca mentre lui la strangola. I due si abbracciano e poi irrompono nella stanza di controllo dove trovano la regina degli Eruditi davanti al computer che controlla gli Intrepidi.

Beatrice la minaccia con una pistola perché la regina fermi gli Intrepidi. Questi soldatacci, in tutto questo tempo sono stati a raccogliere Abneganti e a puntare loro le armi in attesa che Beatrice li facesse tornare in se all’ultimo momento. Si chiama tempismo da cinema, quello che si vede sempre quando l’eroe ferma il conto alla rovescia di una bomba all’ultimo secondo. Nel faccia a faccia, la regina, eroina intrepida e sapiente, si rifiuta giustamente di fermare il massacro anche sotto minaccia delle armi, ci ha lavorato tanto, manca pochissimo, se le sparano nessuno può inserire il codice di annullamento. Ha vinto e lo sa.
E allora Beatrice la punge con una siringa con il siero di controllo mentale. Non si sa come, dato che gli Eruditi si servono di un software per controllare gli Intrepidi, Beatrice controlla ora la regina con la voce! E le ordina di interrompere il controllo degli Intrepidi e di cancellare il programma. La regina obbedisce. Eh questi autori…

Gli Intrepidi si risvegliano di colpo proprio nell’istante in cui stavano per sparare (ricordiamoci che è un film con Quattro, il portafortuna ambulante) e gli Abneganti purtroppo si salvano. Anche la regina si salva e pure il più brutale e ostile dei capi degli intepidi, perché bisogna pensare al sequel.
Quattro, Beatrice, suo fratello e pochi altri fuggono da Chicago in treno, lasciandosi alle spalle una situazione caotica e di cui non ci viene detto nulla.
Cosa faranno ora gli Intrepidi, obbediranno ai loro capi corrotti oppure arresteranno gli Eruditi? Cosa impedirà agli Eruditi di riscrivere il software di contollo o di utilizzarne una copia di salvataggio o di aggiornare e ricaricare una versione precedente?

Che misure prenderanno gli Abneganti per non rischiare di essere messi di nuovo in una situazione tanto drammatica? Come reagiranno gli altri, i Candidi e i Pacifici?
Domande inutili perché è il momento di concludere il film con un bel tramonto e il fascino dell’ignoto oltre le mura della città (una miserabile ed implausibile impalcatura).

Il film finisce malissimo per i poveri Eruditi: quasi nessun abnegante è morto, gli Intrepidi, idioti e brutali barbari da caserma, si svegliano sicuramente molto maldisposti nei confronti dei saggi Eruditi, gli Abneganti conservano il potere, gli Eruditi hanno perso il programma di controllo, i morti non si contano, i due Devianti, Beatrice e Quattro, principale causa del fallimento, sono vilmente scappati invece di affrontare la giusta punizione da parte degli Eruditi e si sono portati via pure il fratello di Beatrice, un giovane promettente erudito che sarebbe stato l’orgoglio della futura classe dirigente.
Con questo ultimo crimine ai danni degli Eruditi si conclude questo intelligente ed equlibrato film che ci insegna che l’erudizione non porta al successo soprattutto se non siete i protagonisti con al vostro fianco il superpotere della fortuna, dell’amore, e una serie di parenti ed amici guerrieri ed eroi che si teletrasportano non appena avete bisogno di loro.

January 14th, 2015 at 9:03 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

Loki ha piano per sconfiggere i Vendicatori

“Cosa si oppone alla conquista della terra?” pensa Loki prima di aver realmente meditare sul cosa farsene dopo.
“Se vado in giro a piedi a conficcare il mio scettro magico nel petto di tutti, divento anziano, per cui faccio venire un esercito di buffoni volanti. Poi dovro’ spartire il pianeta con loro ma cerchero’ di tenere per me tutte le spiagge ed Helsinki che mi ricorda casa. Per far venire l’esercito, mi serve il cubo magico.”
“Ma prima” pensa “devo trovare il modo di liberarmi di mio fratello che si e’ abusivamente autoproclamato eroe di quel mondo. Il solito megalomane arrogante. E devo pure stare in guardia dai suoi eventuali amici,. Conviene che li elenchi, cosi’ posso avere un quadro generale e formulare un piano”

1-Thor. Classe: dio.
Superpoteri: forza incommensurabile, volo, bei capelli.
Punti deboli: nessun senso dell’umorismo, eccessivo senso del dovere, martello capriccioso, padre severo.
“Ecco Thor lo faccio precipitare chiuso dentro una stanza. Ottimo piano”

2-Ironman. Classe: umano.
Superpoteri: armatura polifunzionale, permette volo, attacchi con armi da fuoco, telecomunicazioni e sensori avanzati, supporto AI, controllo remoto, tv radio e internet presso hotspot Wi-Fi gratuiti.
Punti deboli: dipendente dall’armatura, senza e’ solo un genio, miliardario, playboy, filantropo, tutte cose che gli causano evidente sofferenza che nasconde dietro un discutibile umorismo.
“Ironman lo trafiggo con il mio scettro. Ok vediamo il prossimo.”

3-Capitan America. Classe: umano potenziato con l’alchimia umana.
Superpoteri: agilita’, forza e riflessi sopra la media. Ragguardevole determinazione e impegno. Scudo indistruttibile per difesa e offesa. Contatti con forze armate.
Punti deboli: e’ manipolabile, vive in un mondo di fantasia dove la giustizia trionfa. Non piace quasi a nessuno.
“Capitan America va colpito dove gli fa male, gli uccido un personaggio secondario e lui si demoralizza e abbandona la battaglia.”

4-Occhio di falco. Classe: umano/mutante/freak.
Superpoteri: super mira, super precisione, super occhiate trapassanti, arsenale di frecce speciali per distruzione o azioni di disturbo.
Punti deboli: dipendente dall’arco, frecce in numero insufficienti per fermare un’invasione, costume poco allegro e personale, comprimario privo di un proprio film futuro.
“Anche lui lo trafiggo con il mio scettro. Bastera’ avvicinarsi abbastanza e se lui cerca di colpirmi prima, gli dico ‘Non sparare! Come tu ben vedi con la tua vista acuta, non sono armato’.”

5-Vedova Nera. Classe: umano potenziato con alchimia umana e supercosmesi.
Superpoteri: agilita’, forza, recitazione e tette ipnotiche. Esperta in azioni di infiltrazioni e sabotaggio. Prima si fa sottovalutare e poi ti picchia. Ma forse non e’ cosi’ brava come si dice. Ehi, un momento, la sto gia’ sottovalutando… che potere terribile.
Punti deboli: nessuno noto.
“Troppo pericolosa, va evitata e basta. La faccio pestare da Hulk che non e’ in grado di valutare neanche una seppia prima di pestarla, figuriamoci sottovalutare. E’ l’unico per altro, a cui il pubblico perdonerebbe il fatto di picchiare una donna, appena compare in scena la gente dice ‘che figo’ e ‘davvero incontrollabile’. Per altro e’ l’unico che va per le spicce senza annoiare con discorsi. Se la facessi picchiare da Cap. America poi dovremmo sorbirci lunghe scene in cui lui si tormenta nel rimorso per averle spaccato la mascella e appiattito il naso con lo scudo. Che lagna. Invece Hulk e’ figo.”

6-Hulk. Classe: umano potenziato con radiazioni.
Superpoteri: forza incommensurabile, resistenza incommensurabile, pelle alla menta invulnerabile, ira funesta.
Punti deboli: scarsa pazienza, mediocre manualita’ nel modellismo, poca attitudine ai convivi sociali, conferenziere irritabile. Fondamentalmente e’ un disadattato.
“Se interviene, picchia duro. Conviene vincere dov’e’ piu debole, nella mente. Gli diro’ che sono un dio e lui rimarra’ stupefatto. Dato che lui e’ da sempre un perseguitato, vedra’ in me la figura modello di quello che avrebbe sempre voluto essere. Rimarra’ entusiasta, quasi mi abbraccera, lo vedro’ piangere verdi lacrime di felicita’. Non alzera’ un dito contro di me.

Una volta sconfitti i Vendicatori, il grosso sembra fatto, chi rimane? Solo lo S.H.I.E.L.D., i Vendicatori della Costa Ovest, i Giovani Vendicatori, i Fantastici Quattro, gli X-Men, l’Uomo Ragno, Devil, i Difensori, gli Eterni, Ghost Rider, Sub-Mariner, Alpha Flight, i New Warriors, Excalibur e poi anche gruppi sinistri come A.I.M., il Club infernale, l’HYDRA, la Mano, senza contare gli eserciti di tutto il pianeta. Ma sono cose a cui pensero’ dopo, ho solo uno scettro.

Intanto il piano e’ chiaro: prendo il cubo. Non procedo con l’invasione ma mi faccio catturare. Geniale.
Faccio in modo che si riuniscano tutti insieme, cosi’ litigano. Se va tutto bene la disorganizzazione e le cattive parole alle spalle li metteranno tutti di cattivo umore. Quando avranno sfinito a suon di chiacchere se stessi e il pubblico, creo un casino e scappo.
Mentre io perdo tempo in una cella, faccio lavorare tutti i miei accoliti all’apertura del portale per chiamare i buffoni volanti.
Fuggiro’ facilmente grazie agli insanabili dissidi tra i Vendicatori. Una volta di nuovo in liberta’, vado a casa di Iron Man. Esatto tra tutti i posti del pianeta, vado a casa di uno di quelli che mi aveva catturato e che mi cerca e che ha i mezzi per ostacolarmi. Non mi trovera’ mai li’. A chi mai vorrebbe in mente di dare un’occhita a casa propria in vista di una invasione aliena, una casa per giunta che e’ l’unica al mondo perche’ ha una fonte di energia particolarmente adatta al mio cubo magico? Ma a nessuno ovviamente.
Non mi troveranno mai.
Sono Loki, il dio dell’inganno, i miei piani sono tortuosi ma infallibili.
Ammirate il mio genio.

January 24th, 2014 at 3:41 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

Il Colonello Miles Quaritch al comando delle forze di civilizzazioneQuesto film narra le epiche gesta e l’eroica caduta del Colonello civilizzatore Miles Quaritch, al comando delle forze di ordine pubblico di Pandora, medaglia d’oro al valore di conquista militare per la sua determinazione a sconfiggere la barbarie del pianeta Pandora. Qui la forza che ostacola il progresso è rappresentata da una popolazione bluastra nativa del pianeta, composta da hippies cianotici con gli steoidi che si fanno chiamare Na’vi, apposta con l’apostrofo perché sono creature dispettose che vogliono dare il tormento anche a chi deve scrivere il loro nome, in particolare vogliono rendere difficile la vita a chi usa i correttori automatici.

I Na’vi sono brutti come iene a dieta, col naso sciacciato come da una pallonata, sono troppo alti per essere graziosi e troppo bassi per essere utili come pali della luce. Fanno sesso con piante, animali e perfino con i morti attraverso i capelli, vivono seminudi dentro un tronco, cavalcano bestioni bitorzoliti e puzzolenti, volano in groppa a rettilacci sanguinari pieni di malattie, si azzuffano tra loro per un pompelmo, non si puliscono i piedi prima di entrare a casa, gorgogliano nella loro lingua sgradevole e barbara, non si lavano se non sotto la pioggia, si riempiono di anelli e piercing disgustosi e infetti, si tingono con fanghiglia e linfe appiccicose che attirano gli insetti, hanno mostruosi gli occhi gialli come i malati di putrex lattiosa e mangiano orribili piante dall’odore pungente, fogliame marcio, tuberi viscidi e interiora di bestie ancor più brutte di loro, hanno costumi barbari e una società arretrata, insomma fanno schifo in tutto e per giunta posano le loro chiappe bluastre su preziosi minerali, per cui ovviamente vanno sterminati.

Con questi esseri incivili e rozzi, che non hanno ancora inventato la carta igenica e il deodorante, la dottoressa Grace Augustine sta svolgendo un programma davvero ripugnante: non contenta di studiare la lingua orribile di questi esseri, ha spinto la compagnia in un progetto di controllo telepatico di corpi artificiali simili ai Na’vi.
Fa crescere dei corpi di quei bestioni sgraziati in acqua e zucchero e succo di mirtillo per colorarli e poi trova dei disperati che vogliano entrare con la mente dentro questi corpi che fungono da avatar per avvicinarsi alla popolazone. Che cosa assurda, dato il ribrezzo che suscitano, bisogna allontanarsi da loro, non avvicinarsi, anzi allontanarLI da noi, preferibilmente usando grossi calibri.
Miles Quaritch non si cura di studiare la loro lingua, non ha mai amato le lingue, soprattutto le lingue morte, come sarà presto sarà la lingua locale dopo che lui sarà passato ad eliminare tutti.

Miles Quaritch, da bravo comandante, sa sempre cosa accade nella sua base. Di recente è sbarcato un nuovo disperato destinato a ingrossare le fila dei poveracci al servizio delle stramberie della dottoressa Augustine. Il Caporale Jake Sully, paraplegico, sostituirà il fratello defunto, che era assegnato al controllo di un clone di nativo.

Come se fosse un militare da film di fantascienza con alieni blu, Miles Quaritch sembra ottuso fino alla follia. In realtà nessuno si cura dei suoi sentimenti. Se snobba Sully, la Augustine il suo progetto e tutti quello che vi lavorano è perché il suo cuore gli dice che lo sterminio è allegro e simpatico mentre avvicinare una civiltà per mezzo di simulacri artificiali è brutto come un topo morto nel piatto senza niente da bere.

Ma mentre Quaritch immagina piacevolmente alieni morti o pronti per il funerale, Sully sin dall’inizio non manca di far capire a tutti quando sia goffo e cialtrone, impersonando un indigeno blu se ne va a zonzo nella giungla aliena come se fosse nel cortile della sua scuola e prontamente si fa sequestrare il suo prezioso avatar da una tribù di selvaggi. Non contento di questo errore da corte marziale, senza alcuna autorizzazione nè preparazione, comincia ad avvicinare e a vivere nella tribù di trogloditi blu, alterando con la sua presunzione e inettitudine i delicati rapporti personali nella tribù. Ma non soddisfatto di questi gravi danni, che possono essere di grande fastidio agli antropologi, si spinge oltre anche sul piano militare. Stringe pericolose relazioni con il nemico tanto da sentirsi follemente coinvolto nelle sue battaglie e così in un triste episodio si vedono i germogli del suo tradimento della razza umana, quando attacca e danneggiare un indifeso veicolo di raccolta della compagnia, appena finito di pagare, spaventando a morte i poveri addetti minerari all’interno.

Quaritch comprende subito cosa sta accadendo: alla dottoressa Augustine la situazione sta sfuggendo di mano e ordina che vengano interrotti tutti i suoi abominevoli esperimenti. La Augustine prova a nascondere il suo fallimento spostando la sede delle sue ricerche nella giungla, fuori dallo sguardo della saggezza di Quaritch. Ma l’espediente vigliacco dura poco. Quaritch sa che deve intervenire e la soluzione è ovviamente l’eliminazione fisica. “Hai un problema? Uccidilo”, così scrive nel suo diario ricco di profonde riflessioni.
Quaritch prova così a fermare Augustine e il suo esperimento folle e pericoloso con abbondanza di fuoco. Ma ma quant’è vero che il male richiama il male, la Augustine sfugge al lieto arresto e alla lieta condanna grazie a Trudy Chacon, una pilota traditrice che salva Augustine e i suoi complici anche se poi fortunatamente muore nell’impresa.

Così il goffo avatar di Sully ha tempo di inserirsi nella tribù Na’vi e introdurre in essa pericolose idee sovversive che porteranno gli indigeni a ribellarsi contro la la legittima invasione del loro pianeta. Quaritch come risposta si fa subito boscaiolo ed abbatte l’albero della tribù che stava a intralciare la raccolta di minerali. L’inutile pianta piena di parassiti crolla portando morte e distruzione e morte. Due volte “morte” perché è bella quando si tratta di selvaggi blu e di chi li appoggia.
Anche la Augustine muore. Muore. Purtroppo Sully riesce a salvarne in qualche forma la memoria attraverso un rituale negromantico alieno, perché Sigourney Weaver ha firmato in anticipo un contratto per tormentarci col personaggio di Augustine anche in Avatar 2.

La caduta dell’arrogante vegetale gigante è il momento di maggior trionfo di Quaritch ma anche l’apice della della sua lotta. Ora non gli resta che il canto del cigno, infatti per lui, scrupoloso militare, genio della tattica ed eroe dello spazio, le cose si metteranno tristemente male. Sully, il traditore blu, getta la maschera e si mette apertamenete contro la sua razza e i suoi commilitoni. Riorganizza i brutti indigeni, coinvolgendo anche quelli di grezze tribù lontante ed attacca i poveri militari. Quaritch reagisce e regala a tutti tanta morte. Poi comprende che i brutti indigeni hanno la sceneggiatura dalla loro, che archi e frecce divengono armi mortali contro elicotteri e missili se messi in mano a gente che vive negli alberi e che deve affrontare Sully di persona per il gran finale, per cui raggiunge il caporale traditore e lo riempie di botte grazie anche ad una macchina da guerra agile e versatile. Senza alcuna ragione, Quaritch perde e muore. Cala così bruscamente il sipario sul personaggio più grande del film. Sully, dopo l’omicidio di Quaritch, si monta la testa, dato che tra tutte le native nubili del pianeta lui ha incontrato proprio la figlia del capo. Sposa la brutta aliena blu, diventa grande capo e ottiene il rispetto di tutti anche grazie alle credenze primitive e alla paura. Infatti nel corso della vicenda ha ottenuto immeritatamente e senza alcun motivo di riuscire a domare un grosso e pericoloso volatile locale, il quale senza dare spiegazioni è diventato da feroce predatore ad animale domestico. Con questo bestione e con il matrimonio di interesse, quindi non per meriti personali, terrorizza e intimidisce i nativi e si nomina dittatore. Non contento, regala il suo dono più grande dalla terra al popolo Na’vi, nazismo e schiavitù: cattura gli umani e li mette dentro campi di concentramento. Altri li trasforma in profughi rispedendoli sulla terra con ferite psicologiche che non guariranno mai.

Pandora ripiomba nell’oscurità e nella barbarie. Dopo essere stata per breve periodo una organizzata colonia gestita con oculatezza dai militari, con un florido futuro di esportatore unico, il pianeta ritorna nell’inciviltà trascinando con lei anche dei poveri terrestri.
I Na’vi riprendono a mangiare cose infette e ad accoppiarsi con i capelli con cose vive e cose defunte, i preziosi minerali di cui non comprendono il valore, rimangono sepolti sotto i loro piedi, con grave danno per l’umanità, in attesa che un nuovo Quaritch torni a portare la giusta dose di civiltà che si meritano.

May 2nd, 2011 at 4:15 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

Un infetto di 28 giorni dopo osserva la cenaQuesto film racconta la storia di come un virus eccessivamente aggressivo e virulento si dia la zappa sui piedi uccidendo troppo rapidamente i propri ospiti senza avere l’astuzia di sfruttarli a dovere.

Londra, giorni nostri. Jim, un giovane scavezzacollo perditempo, senza cultura e senza talento, dopo un banale incidente causato dalla sua goffaggine, entra in coma. Per poter iniziare il film Jim si sveglia, si trova in un letto di ospedale e scopre che il posto è completamente deserto. O si tratta del più grave caso di assenteismo della storia inglese oppure è successo qualcosa di grave. Ma in ogni modo lui si è perso entrambi gli eventi, perché è rimasto incosciente. Esce dall’ospedale e vaga per la città che appare deserta e in palese stato di abbandono, segni del passaggio del pezzo forte del film, il virus. Solo a questo punto entrano in scena i grandiosi protagonisti, gli infetti, londinesi che ospitano il virus sperimentale e che sono così gentili da diffonderlo a morsi. Il giovane entra in una chiesa e trova montagne di corpi. Ha la geniale idea di voler rivolgersi ai morti, scoprendo che qualcuno che lo ascolta c’è ancora. Un infetto è sempre ricettivo e pronto ad ascoltare qualsivoglia voce umana. Voi non stareste ad orecchie teste se il vostro pasto fosse solito chiamarvi? “Sono qui, mangiami” sembra dire Jim.

Il giovane richiama l’attenzione di infetti particolarmente pericolosi, infatti tra questi c’è perfino un prete che il giovane Jim lascia avvicinare non comprendendo il doppio pericolo che si cela nell’essere infetto e predicatore. Colta la fiducia di Jim con il suo cupo vestito talare, l’infetto prete quasi riesce ad azzannarlo. Ma Jim fugge precipitosamente inseguito da alcuni particolarmente atletici. Per loro si prepara un barbecue di infetti, a causa dell’intervento piromane di due persone sane che mettono in salvo Jim tra merendine e cioccolate e poi, pur di far fuori i poveri infetti, i due smaliziati sopravvissuti non esitano a dare fuoco ad una stazione di servizio. Morire carbonizzati non è bello per nessuno soprattutto se volevi solo divulgare il tuo allegro morbo mangiando.

Ma i sani sono organizzati e vigili e agli infetti non resta che attendere una nuova occasione. Questa si presenta la sera stessa quando ancora una volta il giovane Jim fa una mossa di scarsa intelligenza: non contento di aver cercato di parlare con i morti nella chiesa e aver permesso che un prete si avvicinasse fino quasi a toccarlo, gira per casa con una luce accesa di notte, in un paese dove quasi tutti sono furiosi infetti. Non certo una cosa arguta, sembra proprio che dopo 28 giorni di sonno, continui a dormire. Il suo vicino infetto, orgoglioso padre di una figlia infetta, vede la luce e si catapulta con coraggio nel suo salotto per farsi offrire la cena. Prima di farsi rompere la testa a colpi di machete da un crudele sano troppo attaccato alla propria carne e troppo egosta per offrirla, il glorioso vicino riesce ad infettare un maschio adulto. Grazie Jim per la luce! La gioia dell’infezione dura poco però perché tra i sopravvissuti c’è una ragazza particolarmente determinata a non farsi infettare che ammazza il suo compagno su due piedi, senza nemmeno attendere che il morso del vicino dia inizio alla auspicabile mutazione in un londinese infetto verace. A ben vedere, in tutto il film è lei probabilmente il vero mostro, dato che non esiterebbe a curare l’infezione se potesse. Inconcepibile. Per fortuna i suoi mezzi sono ridotti e si limita a far fuori i poveri infetti che le capitano a tiro.

Perso un alleato sano, i due superstiti si industriano a cercare da soli riparo e aiuto. Contemporaneamente gli infetti si industriano a togliere loro riparo ed aiuto. Jim e la sua compagna vedono una luce in cima ad un palazzo, e si persuadono che ci sia qualche persona sana che vuole farsi trovare, da infetti e no. Salgono all’ultimo piano e trovano un uomo crudele e immorale, barricato in cima alle scale che vive con la figlia. Questi da rifugio a Jim e accoglie invece a bastonate due poveri infetti che si erano fatti tutte le scale di corsa per uno spuntino. I due, senza fiato, vengono selvaggiamente malmenati con brutalità e gettati dalla tromba delle scale, roba da film horror.

Ora i sani, tra piromani e brutali picchiatori, sono in quattro. La carenza d’acqua e un avviso via radio dei militari, li fanno decidere di muoversi verso Manchester. Rubano un taxi, saccheggiano un supermarket e partono. Gli infetti londinesi piangono per la perdita dei quattro sani e per il loro tipico taxi che non tornerà mai più da Manchester. Ma l’auto sembra fare un ultimo tentativo per trattenerli al banchetto di Londra, e fora una gomma in un tunnel. Il nobile tentativo del veicolo viene frustrato dalla straordinaria ed inaspettata capacità meccanica dei quattro. Con una efficienza senza pari nella storia umana, Jim e gli altri sostituiscono la ruota e ripartono, beffando una bella orda di infetti carica di gioia che si avvicina di corsa.

Una volta fuori città, trovano il tempo per i ricordi, i progetti, le speranze e per fare fuori un infetto qua e la. Jim dimostra di aver smesso di dormire, ma lo fa nel modo peggiore. Si intrufola in un negozio dove uccide a bastonate un ragazzino infetto. Non pagherà mai per questo gratuito crimine violento. Ormai mosso da futili motivi, quali vivere senza infettarsi, Jim si avvia in una pericolosa spirale di sangue e omicidio che lo porterà perfino allo scontro con altri sani.

Manchester si rivela una grande fonte di felicità per gli infetti. Il brutale picchiatore delle scale viene prima terribilmente deluso nelle sue aspettative di salvezza, poi poco dopo viene finalmente infettato grazie ad un corvo gagliardo! Dopo di che viene purtroppo ammazzato all’istante. Almeno giova scoprire che viene ucciso proprio da chi lui si aspettava dovesse salvarlo, cioè i militari. Un tripudio di ribaltamenti in pochi secondi!

Jim e le due donne superstiti vengono portati nel quartier generale dei militari, pochi ma ben asserragliati.
E’ qui che assistiamo a scene commoventi e tristi. I militari infatti hanno come crudele passatempo lo sterminio di infetti, e piange il cuore a vedere come con mitra fucili e mine, ne sterminano brutalmente decine che erano venuti a cenare. Non contenti di ammazzare e far soffrire gli infetti che si avvicinano alla loro casa, ne tengono anche uno prigioniero, per tormentarlo con sadismo. Il poveretto incatenato può solo vedere il cibo senza poterlo toccare e gli si legge in faccia la sua atroce sofferenza e pena.

I militari decidono di tenersi le donne ed eliminare Jim, il bastonatore di ragazzini. Jim invece decide di tenersi le donne ed eliminare i militari. Anche gli infetti vogliono le donne e tenerle quanto basta per azzannarle. Perfino le donne vogliono se stesse. In questo scontro qualcuno finisce per tenersi le donne. Straordinariamente è l’ex comatoso Jim che si dimostra il più abile politicamente, mettendo i suoi nemici gli uni contro gli altri. Quasi per farsi perdonare dall’aver ammazzato il ragazzino, libera l’infetto prigioniero all’interno della base dei militari. Finalmente libero, questo pover’uomo può mangiare un pasto decente, gli basta schivare le pallottole, rapidamente morde ed infetta i militari che cominciano a lottare fra di loro. Jim ne approfitta per portare in salvo le donne ma rimane ferito nella fuga dal capo dei militari. Il buon cuore dello sceneggiatore lo trasforma subito in dessert per gli infetti mentre Jim e le donne fuggono in macchina.

Il film si avvia al suo triste epilogo. Gli infetti, dopo aver divorato o infettato tutti, crepano di fame e dispiacere. Con loro scompare il virus, reo di non aver sviluppato un decorso di malattia più lento o dei portatori sani. Senza questi fondamentali accorgimenti, il virus rimane relegato in Gran Bretagna dove esaurisce le risorse.

Malauguratamente Jim e le sue amiche si salvano. La loro buona salute è l’ultimo epitaffio per un virus che ha avuto contro tutto e tutti, soldati, governi, superstiti e infine ha avuto la stoltezza di nascere su di un isola.

Toccherà aspettare 28 settimane perché il virus abbia una nuova, stupenda, possibilità di rivalsa, un’occasione continentale.

July 30th, 2009 at 2:56 am | Comments & Trackbacks (2) | Permalink

Il Titanic pronto ad aggredire un povero icebergLa vita di un iceberg viene messa in grave pericolo da una nave carica di gente malvagia che lo vuole speronare.
Il film inizia con la partenza della malefica nave Titanic, destinata volutamente ad attraversare il territorio degli iceberg, con il chiaro intento di andare a caccia di innocenti montagne di ghiaccio per sfidarle e graffiarle con il suo scafo. A bordo salgono ricchi sfaccendati che vogliono ammazzare il tempo con l’eccitante caccia al ghiaccio e poveri speranzosi che hanno investito tutto per poter partecipare almeno una volta nella vita a questo gioco crudele. In attesa di trovare un povero iceberg, a bordo ricchi e poveri intrecciano torride passioni, quasi a far finta che si stanno disinteressando agli iceberg. Ma non appena cala la notte, la nave freme di azione, il malvagio equipaggio di vedetta sta ad occhi ben aperti per individuare un iceberg da sfregiare. Ed ecco che dalla nebbia, dove sperava di nascondersi, emerge un distinto iceberg di colossale possenza e grazia, che non aveva mai fatto del male a nessuno.

La malvagia nave Titanic non perde l’occasione e sperona gratuitamente il povero iceberg, rovinandolo per sempre e strappandone dei pezzi. Dei crudeli bambini festeggiano sul ponte della nave con i pezzi del corpo dell’iceberg brutalmente tranciati. Appena si sparge la notizia di aver colpito un iceberg, sul Titanic tutti esultano, è tutto un coro di sirene ed allarmi che inneggiano alla buona riuscita della caccia, tutti corrono a vedere lo squarcio dello scafo per complimentarsi a vicenda della propria arditezza e vandalismo. La loro grande soddisfazione spinge poi tutti a lasciare la nave per poter ammirare da tutte le angolazioni quel loro grande giocattolo di violenza.

Calano le scialuppe ma si accorgono che non bastano per tutti per cui decidono di fare a turno, prima le donne e i bambini. La nave però non lascia loro il tempo di festeggiare a lungo. Convinta dal malvagio Archimede che per galleggiare occorre una spinta uguale e contraria, si accorge di non opporre più la necessaria resistenza a causa del progressivo allagamento della stiva. La malvagia nave tuttavia lascia a moltissimi il tempo di allontanarsi, dando modo a genete malvagia, aggressori di iceberg, di continuare a vivere senza una doverosa punizione. Per fortuna, non tutti sfuggono, molti pagano il giusto prezzo. Caduti in mare, annegano o si congelano, cosa quest’ultima assai gradita agli iceberg che ottengono così una parziale vendetta su di un piatto freddo.

L’iceberg ferito intanto, incapace di pensare con freddezza per l’atroce sofferenza, si allontana facendosi trasportare dal mare, la follia del suo dolore lo porterà ad allontanarsi dalle gelide ospitali acque dove era nato per giungere le zone temperate dove una infernale Corrente del Golfo lo costringerà a sciogliersi, per sempre.

June 25th, 2009 at 5:09 am | Comments & Trackbacks (2) | Permalink

Terminator 2 T1000T1000, un perfetto ed avanzatissimo cyborg di metallo liquido, viene spedito nel passato da Skynet, il super computer senziente che regna con sani principi e magnanimita’ nel futuro della Terra. La missione di T1000 e’ semplice. Terminare il terrorista eretico John Connor, da bambino, prima che diventi il piu’ grande capo ribelle del futuro. T1000 e’ il meglio del meglio, un orgoglio per i cyborg. Capace di assumere le sembianze di qualunque umano, e’ perfetto per infiltrarsi in zone popolose come erano tristemente le citta’ prima che Skynet desse una bella pulita con armi atomiche. Indistruttibile ai colpi violenti, puo’ risentire solo di deflagrazioni ravvicinate, contenimento in locali a tenuta stagna e temperature estreme. La sua struttura fluida, con i nanocircuiti in sospensione, risolve anche il problema della costante lacerazione dei tessuti carnosi a cui erano sottoposti i cyborg precedenti, con conseguente perdita di capacita’ mimetica ed operativa. Inoltre puo’ plasmarsi per assumere forme di armi da taglio, vantaggio che permette di ridurre la necessita’ di procurarsi armi sul campo di battaglia, cosa rilevante dato che nei viaggi nel tempo non si ha modo di farle transitare. E’ insomma un campione riconosciuto, un eroe benedetto, la mano santa di Skynet.
Ma Connor, che e’ un umano demoniaco quanto scaltro, ha preparato una contromossa. La sua comunita’ ribelle controlla una postazione di viaggio nel tempo con cui aveva gia’ interferito durante il tentativo di terminare sua madre. Ma questo e’ nulla, la blasfemia di Connor e’ esorbitante. Infatti cattura e riprogramma un povero vecchio T800 per usarlo contro il suo creatore, un piano diabolico e violento che forza la povera creatura cibernetica a rinnegare le sue origini, ad odiare suo padre e a difendere il suo maggior nemico.
E’ cosi’ che sia il T1000 che il T800 giungono nel passato e cominciano a cercare John Connor giovane. T800, meglio informato da Connor stesso, trova facilmente il Connor ragazzino. Nella sua infinita saggezza, Skynet ha pensato a come affrontare una simile evenienza. Il T1000 usa il camuffamento da poliziotto per muoversi indisturbato e avere accesso alla rete di informazioni. Conoscendo la rozza mollezza degli umani si aspetta un tentativo di contatto tra il giovane Connor e la madre, perche’ gli umani sono sciocchi e pensano piu’ ad abbracciarsi che a correre. L’eroico T1000 si dirige subito al centro di detenzione dove lei e’ imprigionata per ucciderla e impersonificarla. L’abbraccio seguira’ ma sara’ l’ultimo per John Connor.
Ma il dannato Connors adulto che ha riprogrammato il T800 sembra saperla lunga, proprio come se fosse stato protagonista delle vicende. T800 mette sull’avviso il giovane Connor del rischio di camuffamento del T1000 in dolce mamma.
Ma non e’ tutto, per grandissima sfortuna, Sarah Connors si industria ad evadere dal carcere esattamente il giorno e l’ora in cui arriva il T1000. Tra tutte le coincidenze possibili nell’universo questa davvero e’ talmente colossale che perfino Skynet che ha un cervello meraviglioso, non puo’ concepirla. Ma T1000 non si arrede nemmeno di fronte alla sfiga, e’ programmato non solo per plasmarsi ma per plasmare il suo futuro. Cosi’ non esita ad ingaggiare un duro scontro con Connors e il T800 appena sopraggiunto. Purtroppo i vigliacchi si danno alla fuga con Sarah e fanno perdere le loro tracce e allora il T1000 passa agli obiettivi secondari.
Nel frattempo i due Connors, madre e figlio, e il T800, si riforniscono incivilmente di armi e danno l’assalto al povero centro tecnologico indifeso dove si studiano i resti de precedente T800. Attaccare un posto simile, pensa Skynet, e’ proprio degno della brutalita’ oscena di Connors, aggredire il centro ricerche significa voler abortire Skynet e la cybernetica avanzata, e’ come dare fuoco ad un asilo, come distruggere una cultura, come mutilare la primavera per far si che regni un eterno inverno. T1000 deve intervenire. Ma e’ tardi! Nonostante il centro e i ricercatori siano un obiettivo fondamentale dello scontro, e nonostante il T1000 non fosse impegnato in altri compiti, per una leggerezza inaudita trascura la difesa del centro!! Connors e il T800, dopo aver sequestrato il capo ricerche e la sua famiglia, dopo averlo terrorizzato con frottole sulla cattiveria di Skynet, penetrano nel centro e lo distruggono.
Nella distruzione rimane coinvolto anche il grande eminente scienziato che poteva dare vita alla tecnologia di Skynet, e le speranze di un mondo cibernetico migliore sembrano davvero perdute. Ma lo scienziato doveva aspettarselo di morire, prima di tutto era nero, e i neri nei film muoiono, e poi era pure scienziato, di quelli che studiano tecnologia avanzata, Questa cosa non attira le simpatie del pubblico che va al cinema per vedere gente piu’ stupida che dica Asta la vista quando spara e non per vedere dei geni all’opera. Neanche T1000 poteva salvarlo. Pero’ doveva almeno provarci!!
Con freddezza e lucidita’, l’eroico T1000 riprende la caccia ai suoi obiettivi primari, al comando di un elicottero e quasi riesce ad eliminarli quando una fortuna sfacciata aiuta ancora i fuggiaschi, T1000 subisce uno degli attacchi piu’ terribili della sua esistenza per colpa della sfortunata presenza di una cistena di azoto liquido che gli si rovescia addosso. Ma con tutti i camion che trasportano pollame, frutta o detriti di scavo, proprio una cisterna del genere doveva capitargli? E’ un momento molto drammatico del film, il povero cyborg ultramoderno si vede fatto a pezzi impotente dopo esserersi congelato. Pur nel suo dramma non cede e fa ogni sforzo per avanzare. Per la prima volta la sua missione sembra davvero segnata e i cuori palpitano di sofferenza.
Ma la sorte gira, e il congelamento viene rapidamente meno grazie alla provvidenziale presenza di altiforni. Sotto gli occhi terrorizzati delle prede, T1000 risorge e si rierge come campione! Arriva infatti il suo momento. E’ un cyborg superiore e lo dimostra: affronta, sconfigge e imprigiona il datato T800 senza problema alcuno, e tolto di mezzo l’antiquato mastino, cattura facilmente Sarah e la usa per far uscire allo scoperto John, che approfittando della confusione ha anticipato quella che sara’ la sua attivita’ futura, ovvero nascondersi vilmente come un topo di fogna in ogni buco.
Ma in questo continuo ribaltamento di avverse fortune, tocca proprio al migliore l’ultimo turno negativo: T1000 viene aggredito e sconfitto da T800 in una sequenza di eventi ha del paradossale. T800, un rottame superato, pesantemente danneggiato, non si sa bene come si riaccende e si rialza in piedi, e pur con i suoi difetti riesce a eliminare quel capolavoro di tecnologia del T1000. La punta di diamante di Skynet viene distrutto dal calore che lo fonde e disperde per sempre il suo supremo metallo senziente. Con questa clamorosa sconfitta, con questa grave perdita, T1000 esce di scena chiedendosi come mai non ha avuto dal potente Skynet un consistente aiuto numerico, o almeno qualche kilo in piu’ di massa da affiancare nella sua missione, almeno un cane cibernetico vecchio modello. Forse avere decine di personaggi in computer grafica costava troppo all’epoca, se e’ cosi’, evidentemente i costi di produzione condannano T1000 a morire da solo nel passato e a caricarsi sulle spalle la sconfitta definitiva. Ma le colpe non stano tutte nelle ristrettezze economiche, sono i vertici ad aver fallito. Skynet, che nel futuro controlla fabbriche e fabbriche di T1000, medita cupamente sul passato e il futuro, e d’improvviso forse si rende conto che se la battaglia nel passato e’ tanto fondamentale, e’ forse il caso di migliorare anche i sistemi di viaggio del tempo, oltre che produrre supremi cyborg da battaglia. Forse comprende che e’ meglio mandare modelli antiquati ma in numero tale da sopraffare qualunque nemico invece di caricare di responsabilita’ le spalle liquide di un solo T1000, per giunta nemmeno tanto sveglio da sorvegliare una fabbrica di primaria importanza e perfino incapace di fare definitivamente a pezzi un vetusto T800 quando ne ha occasione. Nello scontro faccia a faccia infatti, invece di staccargli la testa, o entragli dentro e dilatarsi per spaccarlo, cosa facilissima per uno come lui, o buttarlo in una fornace, si limita a trafiggerlo con un palo. Un palo. La grande mente di Skynet ha prodotto un super cyborg senziente di metalli liquidi che per sconfiggere un altro cyborg usa un palo, nella grande tradizione della montagna che partorisce un topolino.

May 16th, 2008 at 9:58 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

Replicante Blade RunnerCi sono uomini che non possono comprendere la poesia di essere vivi. Uno di questi e’ Rick Deckard, uno spietato poliziotto del futuro che per vivere caccia ed uccide tutti gli esseri sintetici che hanno ricevuto il dono della coscienza. Deckard viene pagato per porre fine alla poesia, alla musica, alla gioia, alla commozione, all’amicizia, all’introspezione interiore. E’ un mostro piu’ freddo e inumano dei replicati a cui da la caccia. Ovvio quindi che quando dei replicanti fuggono da una colonia planetaria di lavori forzati e si nascondono a Los Angeles, venga chiamato lui, la santa inquisizione dei replicanti.
Per prima cosa si reca alla Tyrell Corporation, la compagnia che ha realizzato i replicanti e si aggiorna sui nuovi modelli, per essere sempre pronto a svolgere al meglio il suo sporco lavoro. Incontra un modello di nuova generazione come quelli che dovra’ assassinare, una donna replicante di nome Rachael, tanto ben realizzata da essere inconsapevole della sua natura. I replicanti intanto cercano di scoprire come prolungare la loro vita e fanno visita a un tecnico di bulbi oculari, da cui vengono a sapere il nome di un tecnico genetista. Nel frattempo Deckard, tra un pasto cinese e l’altro incomincia una caccia spietata a dei poveri esseri sintetici che hanno la sola colpa di pensare. Va a rovistare nei loro ultimi rifugi e si appropria delle loro cose, tra cui le loro preziose foto. Istericamente pignolo e disadattato come tutti i maniaci omicidi, non ha vita familiare ne’ altri interessi che uccidere. Impiega tutto il tempo a indagare, scova una scaglia di serpente artificiale e passa al setaccio tutte le foto, ricerche che lo portano ad avvicinarsi alle sue prede. Nel cercare chi possiede un serpente, arriva a fare la sua prima vittima, Zhora, una povera replicante donna che tentava di vivere la sua vita come ballerina. Muore in un negozio pieno di manichini, bambole senza vita, fine ironica per lei che e’ un ciclone di emozioni. Deckard l’ammazza a colpi di pistola come un cane rabbioso, inseguendola per strada, e poi la fissa morire come se fosse un sacco di rifiuti. Lei muore senza nemmeno il tempo di chiedere pieta’, senza sapere perche’ di tanto odio. Per Deckard la pieta’ non esiste e non concede nemmeno un attimo di tregua. Questo mostra la sua aberrazione: i replicanti sono programmati per morire dopo 4 anni di attivita’ e la loro vita e’ agli sgoccoli. Ma inflessibile, un minuto dopo aver brutalmente assassinato la donna, e’ gia’ sulle tracce degli altri, ansioso di ucciderli lui prima che la loro vita sintetica termini, pur di avere il piacere di sparargli. Poche volte il cinema ha mostrato al pubblico un mostro del genere. A vendicare Zhora arriva un replicante maschio, Leon, che non si fa scrupolo di tentare il tutto per tutto per eliminare l’assassino di Zhora. Rischia tutto e purtroppo perde. Rachael, la replicante che lavora alla Tyrell Corporation, con estremo cattivo gusto e pessimo tempismo interviene salvando Deckard dalla mano della giustizia di Leon. Questi muore, in una scena commovente e dolce, che tocca nel profondo. Ironia della sorte, e’ stato eliminato da un altro replicante, una schiava fredda e disciplinata.
Intanto gli ultimi due replicanti, Batty e Pris, trovano il tecnico genetista, Sebastian, unica figura positiva umana in tutto il film. Sebastian vorrebbe davvero aiutare i suoi amici replicanti, ma neanche lui conosce il segreto del prolungamento della vita. Tramite lui pero’ i replicanti arrivano a Tyrell, proprietario della Tyrell Corporation e autore dei replicanti. Batty discute amichevolmente con lui e lo tratta con il rispetto che si da a un padre, ma Tyrell beffardo, risponde che lui non puo’ fare nulla e che i replicanti devono morire presto, cosi’ aveva deciso da tempo per suo capriccio e adesso non puo’ piu’ cambiare. Per punire Tyrell della sua immensa arroganza, Batty lo massacra dandogli una morte dolorosa ma giusta. La ben meritata morte di Tyrell pero’ mette il cane poliziotto Deckard sulle loro tracce. Raggiunge la casa di Sebastian dove si nascondono, e qui affronta Pris, che inizialmente tenta di nascondersi angosciata e poi, scoperta, lotta disperatamente per la sua vita. Deckard pero’ non le lascia scampo e la ammazza. La sua vita non vale nulla per lui, ma Batty, che invece sentimenti ne ha, trova il corpo martoriato della povera Pris e piange. E si muove a vendicarla. Deckard capisce che con la sua spirale di violenze e omicidi ha tirato troppo la corda. Anzicche’ affrontare la giusta vendetta di Batty da vero uomo, si comporta come il verme strisciante che e’ e scappa. Ma Batty lo insegue fino al tetto dell’edificio, dove si consuma un grande dramma. La vita di Batty e’ al termine. Pur di raggiungere e annientare Deckard pero’ si sforza in maniera impressionante. Quando ha ormai in pugno, la vita gli scivola via. Gli rimane solo il tempo di compiere un gesto nobilissimo di smodata levatura morale e punto cardine della cinematografica del ventesimo secolo: salva Deckar e tenta di fargli intendere il senso di frustrazione e futilita’ dell’esistenza. Graziandolo, si comporta come Deckard non potrebbe nemmeno concepire e infatti Deckard ammette di non comprendere. E’ un gesto troppo nobile per uno squallido brutale assassino di replicanti. Batty muore, mentre il cielo piange con lui, una pioggia triste e malinconica, scura come un sipario che cala portando eterno buio per lui e i suoi compagni.
Deckard invece si salva grazie alla grandezza d’animo di Batty, e il suo capo, un raffinato origamista, gli regala come compenso un unicorno d’argento e una vacanza premio. Questo ottengono gli assassini prezzolati dal loro sporco mestiere. E siccome tra assassini di replicanti ci si intende, si mette con Rachael che aveva fatto fuori Leon. Quell’imboscata a sangue freddo, quel colpo di pistola in fronte da vero professionsta, aveva cosi’ colpito Deckard da fargli dimenticare di avere a che fare con un replicante, e poi la carne e’ debole e lui in vacanza vuole divertirsi. Cosi’ partono insieme in vacanza, lasciando registrato nella segreteria telefonica di disturbarli solo se c’e’ da dare la caccia ad altri replicanti. Al piacere infatti, non vogliono sottrarsi.

Edizione Director’s cut.

Graziandolo, si comporta come Deckard non potrebbe nemmeno concepire e Deckard infatti fa una faccia da triglia in umido dato che evidentemente non comprende. Il suo capo, un raffinato origamista, gli regala come compenso un unicorno d’argento. E siccome tra assassini di replicanti ci si intende, si mette con Rachael che aveva fatto fuori Leon. Partono insieme, lasciando registrato nella segreteria telefonica di disturbarli solo se c’e’ da dare la caccia ad altri replicanti.
Poco dopo ella muore.

November 20th, 2007 at 7:15 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

pitch black“Nero pece”, o “Passi nel buio” a seconda di come vi piace tradurlo, si svolge su di un pianeta in cui si tiene ogni 22 anni il festival dei voraci mostri nativi, i bioraptor. A questa festa si unisce un gruppo di umani che porta il mangiare. Se’ stessi.Tutto ha inizio con una nave spaziale piena di carne umana che atterra molto maldestramente sul pianeta. E’ ancora presto per mangiare, dicono i bioraptor mezzi insonnoliti, non e’ ancora buio. Gli umani, all’inizio imbarazzati per essere giunti alla festa con troppo anticipo, si rinfrancano non appena vedono che scendendo nelle tane e facendosi ammazzare possono offrire un goloso antipasto. I bioraptor apprezzano il gesto , cosi’ gli umani cominciano a bighellonare spensierati per il deserto. Pur essendo su di un pianeta e non nel monolocale di uno scapolo, con una fortuna senza pari nella galassia si imbattono presto in una base metereologica umana abbadonata, cosa che fa provare grande rabbia a chi non riesce a trovare in casa propria le chiavi della macchina. Con grandissima gioia dei bioraptor, gli umani si rilassano, si mettono a chiaccherare, a guardarsi attorno, a confrontarsi su temi quali rapporto carceriere-prigionieri, ecc, insomma si mettono a fare i perdigiorno. Nulla di meglio per i bioraptor, che del giorno, dopo quasi 22 anni, non ne vogliono piu’ sapere. Hanno voglia di iniziare a festeggiare, tanto che appena un ragazzino entra in un locale buio, lo assaggiano con quella malizia curiosa per il vietato che si prova quando si raccoglie con un dito un po’ di crema da una bella torta. Al lungo atteso tramonto dei tre soli, tutti sentono l’atmosfera frizzantina della festa. Gli umani cominciano a correre a destra e a manca trascinando batterie per astronavi come se volessero partire subito senza servire a tavola. I bioraptor si accalcano alle uscite delle tane e si lanciano liberi nel cielo, in una danza di amore. Impazienti di provare gli spuntini di umano di cui hanno sentito parlare tanto bene, si lanciano sul cibo. Gli umani vedono che la loro carne va via come il pane, si risentono della voracita’ dei bioraptor e presi da un inconcepibile attacco di autoconservazione, si sottraggono al pasto rifugiandosi nel relitto della loro nave. Ma alcuni bioraptor, stanchi dell’affollamento dei nidi, si erano gia’ stabiliti li’ dentro e colgono l’occasione per godere di questa inattesa visita. Tuttavia tra gli umani c’e’ un assassino armato e pericoloso, tanto che pure gli umani lo tenevano in manette. E’ straordiniariamente abile a percepire i pericoli, come se ci vedesse al buio. Questo pazzo omicida senza una ragione valida si scatena ponendo fine alla vita di tanti poveri bioraptor innocenti e impedisce a molti altri di mangiare. E’ con fatica che tanti si guadagnano il meritato pasto, rischiando anche la vita per un boccone. Stanchi della festa, gli umani si armano di luce violenta e accecante e si incamminano verso la base abbandonata, trascinando una batteria di nave come bottino. Il loro ritiro pero’ non passa inosservato e tanti bioraptor li seguono per chiedere loro un po’ di avanzi. E’ di fronte a richieste tanto modeste che fa scalpore la reazione spropositata degli umani che uccidono senza esitare a seguito di un qualsiasi approccio. La barbarie umana infinita ha infettato anche questo pianeta remoto. Con questo comportamento scostante e irrispettoso, gli umani vengono ben presto tenuti a distanza alla stregua di uno che vomita sul tappeto del salotto ad un party. Continuano a tentare l’assaggio solo alcuni bioraptor che vagano all’esterno della zona delle feste e non hanno assistito allo scempio. Cosi’ gli umani riescono ad imbarcarsi su una navetta di salvataggio, non prima pero’ lasciare un po’ di carne. Lasciano mangiare un esemplare umano, quasi a dimostrare che in fondo non sono tanto malvagi. Ma e’ una pia illusione, anzi una trappola: durante il decollo brutalizzano e ammazzano dei bioraptor con la navetta, un gesto orrido di violenza gratuita. Nonostante questi delitti, la festa dei bioraptor prosegue vivace e allegra, tra balli, quadriglie, intermezzi musicali e la gara di birre. I fuggiaschi ormai in volo, decidono di non tornare mai piu’. Peccato, all’alba c’era l’estrazione della tombola.

November 15th, 2007 at 4:07 pm | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

morti viventi reclamano carne frescaUna bella fiaba a lieto fine.

In questo vivace film del 2004 diretto da Zack Snyder, remake del film Zombi di George Romero, si assiste di nuovo a come potrebbe essere bello e piacevole il mondo se finalmente gli zombie dominassero il pianeta.
Il film racconta gli ultimi momenti della lotta ai vivi, assassini di zombie assediati senza speranza in un centro commerciale. La storia inizia con una dolce e amorevole bambina morta che entra in casa di una infermiera e ne assaggia il marito, trovandolo saporito. Esclusa dal pasto, non se ne duole, ben presto anche il marito si unisce con entusiasmo agli zombie e cerca di eliminare la moglie. Sono persone come lui che muoiono presto, senza ammazzare zombie e risorgono in pochi istanti per dare il loro contributo alla causa, che rendono orgogliosi gli zombie. Ma l’infermiera anzicche’ scegliere di passare a miglior vita, ha il cattivo gusto di scappare. Salta in macchina mentre attorno a lei tutti gli zombie festeggiano banchettando e cantando canzoni d’amore per la carne. Poco dopo incontra altri fuggitivi e con loro trova rifugio in un centro commerciale. Qui incontrano altri vivi nascosti e dopo una breve lotta di potere, si forma un gruppo molto deciso che si barrica all’interno. I pochi poveri zombie all’interno vengono falciati via senza nemmeno che venga chiesto loro gentilmente di uscire.
Il gruppo si rivela una vera spina nel fianco per gli zombie. Questi vivi non solo tengono le distanze, mostrando una maleducata freddezza, ma forniscono anche supporto ad altri vivi, accogliendo quelli in fuga. Gli zombie cosi’ decidono di provare la consolidata tattica del morso. “Non cercare di mangiarli se si barricano”, dice il manuale dello zombie perfetto. “Piuttosto appena puoi, feriscine uno. Un vivo ferito viene soccorso perche’ c’e’ sempre uno stupido che crede di dover aiutare gli altri. Spesso un ferito viene tenuto in un luogo non sorvegliato e libero di circolare. Una volta divenuto uno di noi, ti aprira’ la porta. Se non divora tutto lui prima”. I libri purtroppo non sono sempre giusti. I vivi, pur in gran parte obbedendo alla regola dello stupido, non sono piu’ quelli un po’ ingenui degli anni ’70. Hanno vissuto l’arrivo dell’AIDS, hanno visto 28 giorni dopo e hanno una discreta infarinatura di cose come malattie degenerative, batteri e quarantene. Cosi’ alcuni dei vivi prendono la decisione di isolare e uccidere i feriti da morso, mandando a monte il piano. Gli zombie fuori dal centro commerciale sentono gli spari e inorridiscono perche’ comprendono che in quelle mura si e’ svolto un aborto di zombie, atto disumano contrario alle posizioni della maggioranza, cioe’ loro. Borbottano tra loro in merito alla necessita’ di proporre il bando delle armi da fuoco al prossima riunione. Ma sanno essere pazienti. “La seconda cosa che devi fare e’ attendere” recita il manuale. “Un essere umano impazzisce nel giro poche settimane se tu stai fuori ad aspettare, mugolando e trascinando i piedi. Presto o tardi correra’ fuori da solo, sparando ed urlando ‘Non mi avrete mai maledetti!’. E’ quello il momento in cui e’ maturo per lo smembramento, in genere piu’ e’ borioso, meglio si strappa. Stai pronto a prendere l’arto che piu’ ti piace”.
Ma questi vivi sembrano avere voglia di stare dentro e di non impazziere. Mangiano, giocano, fanno sesso, figliano e perfino sono in contatto con altri assediati con cui comunicano dal tetto.
“Se i vivi sono separati, essi tendono ad unirsi e ad aiutarsi, esponendosi spesso al nostro appetito” dice in merito la guida. Per cui gli zombie attendono che gli umani provino a riunirsi.
Il manuale dice anche “Non mangiare i cani” e qualcuno tra i vivi evidentemente ha un piccolo zombie nel cuore perche’ conosce questa norma. Cosi’ i vivi pensano di mandare una radio e del cibo ad un loro amico dell’edificio di fronte, facendoli portare in groppa da un cane.
Ma ignorano un punto fondamentale della guida, la vera arma degli zombie: “I vivi rischiano volentieri la vita per un monile, un ricordo, un oggetto simbolico, un animale o un bambino. Pur avendo un orda affamata di zombie dietro e davanti, sono soggetti a gesti romantici che li portano a tornare sui loro passi per salvare una foto o un gattino. In realta’ nel loro subconscio hanno la nobile aspirazione di essere zombie ed e’ indelicato non accordare loro questo privilegio. Sii gentile con i vivi sentimentali e dai loro il morso dell’amore”. La regola funziona cosi’ bene che non solo una ragazza si lancia dietro il cane per salvarlo, ignara delle chiare norme sulla alimentazione zombie, ma addirittura un gruppo di vivi a sua volta si lancia dietro la ragazza per salvare lei. E’ una festa: gli zombie banchettano con i corpi caldi dei vivi, doveroso premio per la loro costante e religiosa attesa fuori dalla porta, a qualsiasi ora e con qualsiasi tempo. I superstiti umani ritornano dentro il loro fortino ma si lasciano un ingresso aperto alle spalle. Esultano gli zombie che oltre a mangiare potranno farlo al coperto. Ma ai poveri zombie affamati attende la prova piu’ dura di tutte. I vivi non si rassegnano, hanno un piano di fuga! Salgono su due furgoni blindati e armati fino ai denti escono in strada. Delusi da questo sviluppo rivoltante, gli zombie decidono di far vedere chi comanda sul serio. Si radunano fitti fitti come l’erba cercando di sfondare i furgoni. Quello che accade dopo e’ colpa della loro ingordigia che li ha accecati e della inconcepibile violenza dei vivi: un uomo dal tetto del veicolo lancia una bombola di gas che esplode in mezzo alla folla uccidendo per sempre persone con la sola colpa di essere un morto vivente. Fucili e seghe elettriche completano il massacro.
Come vi sentireste voi se il vostro pranzo arrivasse dentro una armatura e vi sparasse? La frustrazione zombesca sale alle stelle, i furgoni si allontanano a tutta velocita’. Ma la strada e’ disseminata di detriti e veicoli abbandonati e grazie ad alcuni acrobati attaccati al furgone come cozze, il pilota di uno dei due mezzi viene coinvolto nella lotta, sbanda. Il furgone si ribalta rovesciando in strada tanta merce sopraffina. Dato che essendo morti, non hanno motivo per soffrire dopo una lunga corsa a perdifiato, cominciano ad arrivare gli zombie che hanno seguito i furgoni in tutta la loro marcia. Mordono con affetto i vivi ma un rapido intervento dell’equipaggio del primo furgone interrompe il tutto sul piu’ bello. Ricomincia la corsa sfrenata. Gli zombie vedono che la destinazione e’ il porto. I vivi vogliono imbarcarsi, lasciare il continente per rifugiarsi su qualche isola. Non se ne parla di farsi anche una nuotata per mangiare, gli zombie caricano il furgone fermo all’ingresso dei moli ma sono gia’ scappati tutti verso le barche, trovano solo un uomo, per giunta magro, e pieno di esplosivi. Il furgone si incendia e blocca il molo agli zombi. Il senso di sconfitta pervade la loro comunita’; il loro manuale dice che quando ci si sente tristi bisogna divorare un vivo, ma questi vivi sono come un riccio nelle mutande.
E poi, come ad aver ascoltato i loro lamenti, il destino li ricompensa per tanti sacrifici con un premio simbolico di grande valore. Mentre la nave con gli ultimi vivi si allontana, un bravo ragazzo, baciato dalla fortuna per essere stato morso, e’ rimasto a terra. Seppur vinti nell’appetito, gioiscono nel vedere un loro acceso nemico passare nelle fila degli zombie. Lo accolgono da fratello, senza rancori, perche gli zombie sono veri signori. Quanto alla nave e agli ultimi vivi, non andranno troppo lontano. Anche nelle isole piu’ sperdute, recita il manuale, c’e’ sempre qualcuno pronto a vigilare sulle le invasioni dei vivi. Una volta si controllavano le coste per difendersi dai pirati, ora si scruta il mare sperando che il cibo arrivi entro ora di cena.

November 13th, 2007 at 9:24 am | Comments & Trackbacks (0) | Permalink

Matrix Agente SmithIn questo film il grande eroe protagonista e’ l’agente Smith e la sua squadra di magnifici super agenti che combattono il crimine e chi vuole sovvertire l’ordine mondiale. Tutti i criminali se vedono assai dura con loro perche’ in realta’ gli agenti sono supereroi in borghese, sono capaci di cose superbe e meravigliose. Cosi’, quando ricevono l’ordine di fermare Trinity, agente del supercriminale Morpheus, attaccano con tutta la loro potenza come solo loro sanno fare. Ma lei riesce a fuggire comunque perche’ i criminali hanno scoperto come usare le linee telefoniche per traferirsi in una realta’ alternativa dove passano il tempo a potenziarsi sempre piu’. E’ una lotta che diventa ogni giorno piu’ impari, pensano spesso, ma non sanno ancora quanto. In agguato per loro c’e’ una cattiva sorpresa, un nuovo criminale, un tal Thomas Anderson, conosciuto nell’underground informatico come Neo, che gli dara’ non poco filo da torcere. Saputo da fonti certe che e’ in contatto con Morpheus, cercano di anticiparlo e lo vanno ad arrestare. Ma i criminali sono sempre stranamente ben informati e guidano Neo nella fuga. Per fortuna non tutti cadono vittime del fascino morboso di Morpheus: Neo esita a fidarsi di lui, come ci si aspetterebbe da ogni buon cittadino di fronte a un assassino, e viene catturato. Visto che e’ solo una pedina di un gioco piu’ grande, viene deciso di usarlo come esca per arrivare ai vertici della organizzazione. In accordo alla procedura, viene dotato di cimice segnalatrice e rispedito a casa. Qui come previsto, si riattiva il contatto tra Neo e la rete criminale, ma ben presto la cimice viene scoperta ed eliminata, con grande rabbia degli agenti, frustrati per il loro attento lavoro buttato al vento. Neo viene inglobato dalla organizzazione criminale a causa del quadro inveritiero che gli viene fatto e viene portato nella realta’ parallela dove diventa un criminale esperto grazie ai potenziamenti illegali della banda di Morpheus.

Quando ritorna sulla scena e’ cambiato. Non e’ piu’ l’educato signor Anderson, ma un pazzo capace di sparare e uccidere e di saltare tra i palazzi incurante della propria vita. Fino a questo punto Morpheus e’ infatti capace di plagiare e soggiogare le menti altrui. Ma gli agenti non sono degli sciocchi. Grazie alle leggi che prevedono sconti e ricompense ai collaborazionisti, riescono a convincere un saggio membro della banda a tradire i sui compagni. Il resto e’ facile, come una caccia al topo in una stanza chiusa, e Morpheus, lo squallido viscido ributtante Morpheus, viene finalmente catturato e giace impotente alla merce’ della giustizia. Gli agenti pero’ non riescono ad avere il tempo di compiacersi. Trinity e Neo, unici superstiti della banda, scatenano la loro rabbia irrazionale facendo una strage di poliziotti, tutti con famiglia e tanta vita ancora davanti. Poi la loro spietatezza si scaglia contro gli agenti, ma e’ qui che fanno un errore. I nostri eroi agenti sono ben lungi da morire per una pallottola. Con i loro superpoteri si teletrasportano ovunque e schivano i proiettili come un bambino eviterebbe di farsi calpestare da un bruco. I criminali quindi decidono di attaccare non gli agenti, dato che hanno capito di essere notevolmente inferiori, ma edifici e veicoli, creando uno scompiglio tale che Morpheus riesce a fuggire e rifugiarsi nella dimensione parallela dove trama e ordisce piani malvagi. Neo invece resta. La sua arroganza e’ tale che pretende di poter affrontare l’agente Smith. Il germe della follia di Morpheus ha infatti cosi’ traviato il signor Anderson da fargli credere di avere superpoteri come i nobili agenti. E cosi’ che l’agente Smith deve dargli l’amara lezione che cerca e mostrargli che contro il bene e la giustizia nessuno puo’ farcela: per spiegare questi nobili ruoli che abbiamo tutti nel dramma della vita, lo riempie di botte. Neo tuttavia si rivela piu’ testardo del previsto. Fanatico fino in fondo, non vuole ammettere di non essere all’altezza. Ma per quei casi che poi fanno storia, Neo acquisisce all’improvviso dal nulla un nuovo superpotere, con buona pace di quelli che se lo guadagnano con grandi dettagli sulle origini facendosi mordere da ragni radioattivi o facendosi irradiare da raggi cosmici. Che tipo sleale, pensa Smith, pur di vincere si e’ creato da niente un potere che permette di modificare la realta’. Bella forza, si rammarica mentre viene fatto a pezzi. Gli altri agenti restano basiti, piu’ che per gli avvenimenti, per il significato che hanno. Loro lavorano da anni giorno e notte senza concedersi nemmeno un cappuccino, mentre una nullita’ come il signor Anderson, senza alcun motivo diventa di colpo un semidio, in grado di farli fuori tutti con un gesto. Non c’e’ davvero giustizia.

November 11th, 2007 at 5:37 pm | Comments Off | Permalink